La storia di Alessandro e Antonella: una salatissima multa per affissione, ma un grande amore ritrovato

MADDALONI — Una tosta, Antonella. Un caratterino ed avrà avuto le sue ragioni. Per quasi un mese il suo Alessandro – prima scaricato e poi riaccolto nel suo cuore – le ha dovuto chiedere perdono, proclamarle il suo amore, scusarsi per averla fatta soffrire, augurarle buon compleanno. Infine pace fatta. Ma a che prezzo per Alessandro. Un manifestone gigante sulla via Appia, quadrivio semaforico per via Campolongo e per Caserta, addossato ai cancelli di Villa Imposimato, posto strategico, una bella tassa di affissione. Fa niente, vuoi mettere il volgare importo della spesa con la pace ritrovata con la bella Antonella?

fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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Maxi affissione affissioni«Parassita della società». È un’immagine forte quella scelta per la nuova campa­gna di sensibilizzazione contro l’evasione fiscale, promossa dal ministero del Tesoro e dall’Agenzia delle entrate. L’evasore è come un parassita che “succhia” le sostanze altrui.
A Milano, maxi manifesti saranno affissi nei prossimi giorni negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, ma già da oggi gli spot saranno in onda su televisioni e radio.

fonte: http://www.cronacaqui.it

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Jul
03

Continental comunica con E340

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Grazie a SKYBOARD international, Continental comunica con E340 di Ti Vedo srl.

Da qualche giorno è visibile a Mirabilandia la maxi pubblicità di Continental.

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Un uomo penzola grondante di sangue da un cartellone pubblicitario, si vedono solo le gambe e il sangue

MILANO – «Questo corpo potrebbe essere il tuo». Conficcato in un cartellone pubblicitario, insanguinato, appeso e senza vita per aver guidato con troppo alcol in corpo e livelli di attenzione troppo bassi per poter tornare a casa in sicurezza. Il grande spot campeggia, realistico ed efficace, per le vie di Nizhniy Novgorod, la quarta città per estensione della Federazione russa, più conosciuta come Gorky (nome che le rimase fino al 1990). Qui, come nel resto della nazione, vodka e altri alcolici uccidono non solo chi sta al volante, e in tutta la Federazione le statistiche ufficiali raccontano che in un anno vengano fermate circa 1 milione di persone per guida in stato di ebbrezza.

LO SPOT – Il cartellone pubblicitario è spoglio come un manto stradale. Sulla destra campeggia una scritta, che dice suppergiù «Questo corpo potrebbe essere il tuo». Il corpo di cui si parla è quello di un ragazzo, jeans e sneakers, di cui si ha doppia visuale. Davanti le sue gambe penzolano prive di vita accanto a macchie rosse di finto sangue, dietro invece si vedono il giubbino scuro, la testa riversa, il volante ancora tra le mani e un cappellino da Babbo Natale calzato in testa. Crudele, ma efficace, la pubblicità mira a sensibilizzare quegli autisti che si mettono in marcia con livelli di alcol nel sangue sopra la soglia, e arriva dopo che già la scorsa estate il presidente Medvedev aveva annunciato lotta dura e tolleranza zero con campagne di informazione contro la piaga dell’alcolismo.

ITALIA – Se in Russia ogni anno muoiono 35 mila persona e altre 115 mila rimangono gravemente ferite a causa di scontri in auto o moto, l’Italia lo scorso anno ha mostrato dati migliori rispetto al passato. Secondo il rapporto di fine anno di Polizia stradale e Carabinieri, i fermati per guida in stato di ebbrezza sul suolo italiano nel 2010 sono stati circa 40 mila, gli incidenti sono diminiti del 5,7% e i morti su strada sono stati in tutto 2.444.

INCIDENTI – Negli anni le immagini crudeli di molti spot e di affissioni pubblicitarie hanno fatto parlare, inorridire, ribellare i consumatori. Fino ad arrivare all’estremo di Crashvertise, di cui si parla nelle ultime settimane in Rete e che ora è disponibile anche in Italia: sul luogo dell’incidente quasi veloci quanto i soccorsi e le forze dell’ordine arrivano avvenenti signorine dotate di cartelli che reclamizzano un dato prodotto. Non è detto che l’incidente sia reale, perché questo marketing del macabro propone anche di creare finti set pubblicitari, inscenando l’incidente proprio come sul set e sfruttando la vecchia e risaputa regola, che davanti a un incidente tutti si fermano a guardare.

Fonte: http://www.corriere.it

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Per celebrare il suo 125° compleanno Mercedes ha girato una suggestiva pubblicità da trasmettere durante l’intervallo del Super Bowl, evento sportivo capace di inchiodare davanti alla televisione circa 80/90 milioni di spettatori americani. Al termine dello sport, come segnalato dai colleghi di Mercedes Benz Passion, vengono mostrare due vetture di recente produzione e altrettante in dirittura d’arrivo: le nuove CLS63 AMG e SLK sono infatti accompagnate dalle Classe C Coupè e SLS AMG Roadster, che verranno presentate – rispettivamente – durante il salone di Ginevra ed il salone di Francoforte. La SLS AMG Roadster si differenzia dalla versione chiusa “solamente” per l’abolizione del tetto e delle portiere ad ala di gabbiano, senza alcuna modifica al comparto meccanico: confermati quindi il V8 6.2 nella versione da 570 CV ed il cambio a doppia frizione. La Classe C Coupè utilizza invece i propulsori della berlina, con potenze comprese fra 120 e 306 CV, cui seguirà la variante AMG ed anche la più estrema AMG Black Series.

Fonte: http://www.autoblog.it

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Le aziende italiane sono sempre più mobili. E’ quanto emerge dall’indagine svolta dalla School of Management del Politecnico di Milano nel 2010, secondo la quale gli investimenti nel mobile advertising, hanno visto una crescita del 15% rispetto al 2009. La crescita è stata fortemente trainata dalla diffusione degli smartphone, pari al 35%: il cellulare è diventato uno strumento di comunicazione indispensabile, in ambito privato e professionale, capace di aver conquistato una grande fetta di pubblico. Il successo è dettato anche dalla nuova possibilità di far convergere Internet sugli strumenti di telefonia mobile e garantire il rapido e facile accesso ai social network. Proprio per questo motivo, il futuro del marketing aziendale potrebbe essere strettamente connesso ai dispositivi mobili: le imprese possono così raggiungere i clienti sempre e ovunque, diventando elemento strategico di comunicazione. Meglio del mobile advertising, solo il mercato degli sms: i messaggi promozionali hanno registrato un aumento del 17%, con un turnover di 70 milioni di euro. L’analisi sottolinea, inoltre, come le applicazioni stiano vivendo un momento particolarmente felice: tra i primi 100 maggiori investitori italiani in pubblicità, 41 hanno sviluppato almeno un’applicazione mobile brandizzata, per un totale di 58 App nei diversi store e con una crescita del 176% rispetto al 2009. Crescono anche i formati più nuovi di mobile advertising, come il Mobile display advertising (+200%) ed il Mobile site (oltre il 100%): secondo le previsioni il trend continuerà con questo ritmo fino al 2013, quando avverrà il sorpasso tra numero di utenti mondiali che si connetteranno alla rete da smartphone e da Pc.

Fonte: http://www.adginforma.it

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In Italia siamo talmente assuefatti dalla presenza di personaggi famosi negli spot pubblicitari, che quasi non ci facciamo più caso. Il campanello d’allarme sull’influenza negativa delle star sui messaggi pubblicitari che le vedono protagoniste arriva dall’America, ma non fa altro che confermare i sospetti della maggior parte dei consumatori.

Ad occuparsene è stato il sito AvertisingAge che attraverso un sondaggio, ha analizzato tutte le pubblicità del 2010 che vantavano la presenza di testimonial famosi, riscontrando che queste hanno ottenuto risultati inferiori o talvolta pari agli altri spot pubblicitari. In un quinto dei casi i vip hanno un effetto dannoso sulla réclame.

Ma non sono le celebrità ad aver perso il proprio fascino, sono i consumatori ad essere cambiati. Il successo di Facebook  ha infatti contribuito alla nascita di un nuovo tipo di consumatore non più facilmente influenzabile, sempre informato e più propenso a lasciarsi consigliare dalle persone appartenenti alla propria rete di amici, piuttosto che da un volto noto dello spettacolo.

Secondo la ricerca, nelle pubblicità lanciate dalle star si dà poca importanza alle informazioni legate al prodotto pubblicizzato, valore invece fondamentale per il consumatore moderno.

Negli USA il risultato peggiore del 2010 si è rivelata essere la scelta di Tiger Woods da parte della Nike come sponsor per la propria pubblicità che ha ottenuto un successo del 30% inferiore alla media. Nello spot sono state messe in scena le esperienze personali del famoso giocatore di golf, trascurando i dettagli legati al prodotto Nike sponsorizzato e lasciando i consumatori più che confusi.

Ma non c’è bisogno di andare oltreoceano per cercare gli aspetti negativi delle réclame: in Italia sono tanti gli spot che hanno fatto parlare di sé per la scelta dei testimonial. Basti pensare allo scandalo legato a Belen Rodriguez che veste i panni di un’agente speciale per la Tim, per non parlare dell’onnipresenza di Fiorello.

Il dubbio rimane: ma se queste star non meritano davvero tutti gli investimenti fatti su di loro, come mai uno spot su due vanta ancora la loro presenza?

Fonte: http://www.wakeupnews.eu

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I dati di ricerca Nielsen sull’advertising italiano indicano una maggiore spesa da parte delle aziende, con alcune preferenze sul mezzo di diffusione
 
Ti Vedo maxi affissione mobileI dati parlano chiaro: l’Italia investe in pubblicità e rispecchia l’internazionalità dell’andamento positivo dell’advertising, di cui avevamo discusso nell’approfondimento: Advertising: bene il Web, ma la TV è ancora regina.

A confermare la situazione di positività dell’adv nostrano, sopraggiungono i dati Nielsen in un comunicato stampa rilasciato ieri, che avvalora nel solo mese di Novembre 2010 una crescita degli investimenti pubblicitari di oltre il 5%.

La società di ricerca si è fatta carico di confrontare gli incrementi di risorse in ambito adv nei due differenti periodi di Gennaio-Novembre 2009 e di Gennaio-Novembre 2010: dal paragone emerge un mercato pubblicitario nazionale che ha sfiorato i 7,9 miliardi di euro nell’ultimo periodo, che rispetto ai 7,5 miliardi di euro del 2009, rappresenta una variazione percentuale del 3.9%.

La positività di questi risultati costituirà ovviamente un ulteriore elemento di catalizzazione per l’anno 2011, nella quale ci si aspetta un conseguente miglioramento di questo trend.

Di questa ottima ripresa non godono purtroppo tutti i mezzi di comunicazione: infatti, andando a segmentare i risultati della ricerca in base al sistema di diffusione, si nota come la regina dei risultati sia Internet, che, da sola, riesce a raccogliere una variazione di investimenti pari al 19%, indicando un incremento dell’interesse della penisola nei confronti del nuovo mass-media. D’altra parte, in cifre, i soldi spesi in advertising televisivo sono comunque i più elevati: si parla di 4,3 miliardi di euro, contro i 317 milioni di euro spesi sul Web. La televisione, comprensiva dei canali satellitari marchiati Fox e Sky, registra comunque una variazione d’investimento più modesta, pari al 6.2%, in coda ai sistemi di direct mail, che si presentano con un +9.9%,  alla radio, con il suo +9%, ed al cinema, che si attesta ad un +8.8%.

Peggiorano invece la stampa, con un -4.1% ed i periodici, che, nonostante l’incredibile ed inaspettato sobbalzo positivo del solo mese di Novembre 2010, pari ad un +2.6% rispetto al Novembre 2009, registrano purtroppo un -5.7%. In diminuzione anche gli investimenti sui quotidiani con un -1.8% ed un sbalorditivo -22.1% dei freepress, forse causato da alcuni problemi di alcune testate nel corso dell’anno.

Le aziende quindi investono positivamente nella pubblicità, sperando ovviamente in un ritorno di immagine per il proprio business. Questo dato è confermato anche dall’aumentato numero degli spender pubblicitari, che registra in Italia un +1% al confronto fra 2009 e 2010. Di questi 19229 investitori, sono aumentati coloro che scelgono l’affissione (+19.7%), la tv (+8.6%) e la radio (+2.4%). Molte invece scelgono anche Internet come mezzo pubblicitario  (+22.4%), mentre sono accresciute le imprese che hanno deciso di investire solo ed esclusivamente sul Web (+45.8%).

Gli spender appartengono un po’ a tutti i settori economici, soprattutto a quello degli elettrodomestici, che registra la variazione più elevata (+29.5%), all’edilizia (+23.1%), alla grande distribuzione (+13.3%), all’alimentare (+5.5%) ed al beverage (+8.8%) . Permangono invece in linea gli investimenti nel settore delle telecomunicazioni (-0.1%) e dell’editoria (-0.4%). Stranamente, finalino di coda è il turismo, con una regressione del -12.3%, nonostante il settore viaggi possa essere considerato al momento in buona salute: forse a fare pubblicità al settore del turismo ci pensano già i problemi quotidiani, a cui gli italiani tendono di tanto in tanto a sottrarsi, regalandosi un viaggio.

fonte: http://www.i-dome.com
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Il social network blu continua a macinare oro visto che già rappresenta la metà dei ricavi negli Stati Uniti.

Un 2011 da favola per la creatura di Zuckerberg: secondo eMarketer infatti Facebook prevede di guadagnare 4 miliardi di dollari in introiti pubblicitari in tutto il mondo nel 2011.

Una cifra che vede raddoppiare il suo fatturato di 1,86 miliardi di dollari del 2010 e quintuplicare i suoi 740 milioni di dollari del 2009. Inoltre nel 2012 Facebook potrebbe arrivare ad un fatturato globale di 5,74 miliardi di dollari con un aumento del 678% dal 2009.

La spesa nella pubblicità nei social media durante l’ultimo anno è arrivata al 10,8% nel totale degli Usa. Ed è per questo che Goldman Sachs ha bloccato ed escluso l’entrata di eventuali investitori americani.

Da tempo si discute in Rete sulla convenienza della Facebook Advertising, la pubblicità di Facebook, su costi e benefici, sul calcolo del CTR. Se lo interrogano soprattutto gli sviluppatori dei social gaming che vogliono aumentare gli utenti: per ogni 100 mila utenti attratti dalla pubblicità di Facebook, il costo dell’acquisizione dell’utente aumenta del 10%.

Intanto i concorrenti come Google, uscito fuori da una lunga lotta con l’Antitrust, la Fieg e l’Agcom italiani, nei dati del terzo trimestre della società del 2010 ha registrato un fatturato di 7,29 miliardi di dollari con un aumento del 23% rispetto allo stesso trimestre del 2009.

Su 7 miliardi dollari il 97% è arrivato dalla pubblicità mentre I siti di proprietà di Google hanno generato 4,83 miliardi di dollari ovvero il 67% del fatturato totale mentre i partner che utilizzano AdSense di Google hanno prodotto 2,20 miliardi di dollari, il 30% dei ricavi totali.

Se Facebook non si sa di chi è Google è dei blogger?

Fonte: http://web20.excite.it

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Jan
23

Donne e pubblicità

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Sarà presentato il 19 al Senato il format La Rèclame, un progetto video di denuncia, organizzato dall’associazione Pari o Dispare e dalla casa di produzione Non chiederci la parola.

L’uso inappropriato del corpo femminile nelle pubblicità non è una novità. Nuovo è invece il modo di affrontare la questione, progettato dalla casa di produzione Non chiederci la parola e presentato il 19 gennaio presso la Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani a Roma.

La Rèclame, questo è il nome del format firmato dal collettivo artistico Le Occasioni, supportato dal bando “Creatività Giovanile” di Fondazione Cariplo, è un progetto video in formato web series, che parte da manifesti e spot che colpiscono l’immaginario collettivo attraverso l’uso del corpo femminile, per sottolineare in modo ironico e disincantato i meccanismi che sottendono all’utilizzo fuori luogo e spesso grottesco dell’immagine della donna nella pubblicità.

L’evento, organizzato dall’associazione Pari o Dispare, sarà seguito da un dibattito con le ospiti in sala: Emma Marcegaglia, Anna Maria Tarantola, Susanna Camusso, Emma Bonino, Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Maria Ida Germontani, Linda Lanzillotta.

«Fare pubblicità è un’arte – spiega Cristina Tagliabue, Presidente di Non Chiederci La Parola – Ormai, quasi cultura. Perché art director e agenzie creative sono gli ideatori di immaginari che si riflettono in tutto il nostro quotidiano. E quando oggetto delle pubblicità sono le donne, diventa particolarmente importante sapere chi ha originato un manifesto, uno spot, un claim. Generare immagini che permeano il nostro quotidiano è una professione, ma anche una responsabilità».

La branca più giovane della casa di produzione video Non Chiederci La Parola si è ispirata al lavoro iconografico svolto dal fotografo Ico Gasparri, con un progetto grafico a cura dell’artista Maddalena Fragnito De Giorgio: molte delle pubblicità recensite dal collettivo e aggiornate settimanalmente sul sito www.nonchiedercilaparola.com, sono segnalate da utenti internet, da associazioni e sul passaparola.

Fonte: http://www.leiweb.it/people-e-news/

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